Percorsi nell’Alto Tâmega

Ci sono altri fiumi oltre al Tâmega, acque termali, tracce dell’occupazione dei Romani e miniere abbandonate da esplorare. C’è anche un popolo che riceve i visitatori in modo caloroso ed è sempre disponibile a condividere le proprie tradizioni, gastronomia compresa.

CC BY-NC-ND - Vidago Palace Hotel CC BY-NC-ND - Vidago Palace Hotel

CC BY-NC-ND - Município de Chaves CC BY-NC-ND - Município de Chaves

 
 

Chaves, Valpaços, Vila Pouca de Aguiar, Ribeira de Pena, Boticas e Montalegre. Sono questi i comuni che percorrerete quando andrete alla scoperta dell’Alto Tâmega. In queste zone più o meno vicine alla frontiera spagnola, c’è un patrimonio secolare esteso, serre, vallate, le acque limpide del fiume Tâmega, Cávado e Rabaçal e un’ottima gastronomia. 

Chaves e Valpaços: Patrimonio e gastronomia

A Chaves è impossibile non notare le tracce lasciate in città dai Romani. Il ponte di Trajano, che collega le rive del fiume Tâmega, è il maggiore esempio dell’eredità romana ed anche l’ex-libris della città. Con i suoi archi a volta perfetti in granito che si specchiano nelle acque del Tâmega, questo paesaggio lo porterete con voi come ricordo della città.

Furono sempre i Romani, ammiratori dei poteri delle acque termali, a riconoscere la qualità delle sorgenti termali di Chaves. Le acque calde sgorgano ad una temperatura di circa 73ºC e sono ancora oggi popolari. Il complesso termale di Chaves si trova sulla riva destra del Tâmega e propone diversi pacchetti per il benessere; è indicato per varie patologie, tra cui quelle reumatiche e ossee.

Trovandosi in prossimità della frontiera spagnola, per vari secoli Chaves ha goduto di una notevole importanza dal punto di vista strategico-militare. Perciò, non c’è da meravigliarsi se nel Medioevo Chaves era circondata da mura che servivano a proteggerla dai popoli invasori e il castello aveva un ruolo determinante nella difesa della popolazione.

Di questa eredità medievale, restano la Torre de Menagem (mastio) e una muraglia del castello. Dall’alta Torre del mastio (alta 28 metri) si avvista tutta la città, perciò è un buon punto per avere una vista panoramica della città. Nella Torre si può inoltre visitare il Museo Militare che espone armi, uniformi, piante militari e altri oggetti dal Medioevo ad oggi. All’interno della muraglia si può passeggiare nelle strette Vie Auguste dell’antico borgo medievale, dove si susseguono balconi in colori vivaci. Altro posto da non perdere nel centro storico di Chaves è la Praça de Camões, dove si trova un palazzo del XIX secolo, che oggi funge da Palazzo del Municipio, la Chiesa Madre di Santa Maria Maggiore, in stile romanico e la Chiesa della Misericordia, in stile barocco.

Se apprezzate l’arte contemporanea, visitate il museo intitolato a Nadir Afonso, architetto e pittore nato a Chaves. Il museo espone documenti, libri e appunti personali del pittore ed è stato concepito dall’architetto Siza Vieira, vincitore del prestigioso premio Pritzker.

Oltre alla ricchezza del patrimonio, Chaves è anche un luogo in cui poter assaggiare la migliore gastronomia della regione di Trás-os-Montes. Il prosciutto e il “pastel de Chaves”, un rustico in pasta sfoglia ripieno di carne macinata, gode di fama nazionale. Oltre a queste prelibatezze, c’è anche il “folar salgado” (una torta salata ripiena di salumi), il maiale bísaro, il capretto, il vitello e lo stufato alla transmontana. Per gli amanti del pesce, le trote ripiene sono una ricetta molto popolare.

A circa 15 minuti da Chaves si trova la cittadina di Vidago, famosa per l’acqua minerale e le sorgenti termali. È anche un’ottima opzione per pernottare. Il lussuoso Vidago Palace Hotel è un palazzo dell’inizio del XX secolo convertito in hotel. Dopo 4 anni di lavori di ristrutturazione, l’hotel ha acquisito un campo da golf e uno spa, disegnato dall’architetto portoghese Siza Vieira, che propone cure, massaggi, sauna, palestra e piscina.

Se siete amanti di vini e gastronomia, Valpaços è una città da non perdere. Situata su un altopiano e ricca di risorse idriche, trova nell’agricoltura un’attività preponderante, in particolare la produzione di ciliegie, mandorle, olio d’oliva, castagne e vino.

Il vino di Valpaços era famoso già ai tempi dei Romani. Lo attestano i 21 frantoi scavati nella roccia che si trovano nella frazione di Santa Valha e che saranno stati usati per pressare l’uva. Il passaggio dall’epoca romana all’attualità si fa nella Casa del Vino, a Valpaços. Qui potrete conoscere tutta la storia della cultura del vino nel distretto, grazie ad attrezzature interattive.

In prossimità della Casa del Vino c’è il Santuario della Madonna della Salute, da cui si apprezza un’ampia vista panoramica sull’altopiano di Valpaços. Ma quella che è considerata dagli abitanti del posto la migliore vista sulla regione si trova nella frazione di Vales, più precisamente in cima alla Serra de Santa Comba. Dal belvedere si scorge la vista più ampia della regione di Trás-os-Montes: si avvistano le province di Vila Real e Bragança e perfino le montagne più alte della regione spagnola di Castela e León.

Nel patrimonio religioso del municipio di Valpaços troviamo: l’imponente chiesa di San Nicolau a Carrazedo de Montenegro; la Chiesa Madre di Valpaços e la Chiesa Madre di Possacos risalente al XVII secolo.

Se desiderate una giornata di relax, riposatevi nell’arenile della spiaggia fluviale di Rabaçal, a Possacos. La spiaggia è fornita di diversi servizi, tra cui spogliatoi, ristorante e parco giochi. Vi suggeriamo di fare un picnic nel parco: scegliete salumi, frutta, pane di segale, vino locale e il famoso “folar” di Valpaços (un panetto ripieno di carne di maiale e salumi, molto tipico durante la Pasqua).

Natura e acque cristalline

Preparatevi ad entrare in contatto con la natura quando visiterete la zona di Vila Pouca de Aguiar. Cominciamo dall’elemento acquatico: a circa quattro chilometri da Vila Pouca de Aguiar, si trova la diga di Falperra, un’area di riposo e svago dotata di ottime condizioni per la pratica di sport nautici.

Oltre ad essere usata per lo svago, l’acqua ha anche poteri curativi. Per usufruire della qualità delle acque termali della zona, visitate il Pedras Salgadas Spa & Nature Park, per un trattamento o un massaggio. All’inizio del XX secolo queste acque termali erano frequentate da diversi aristocratici, tra cui il re Don Carlos, ed erano considerate le migliori terme del Portogallo. Il Pedras Salgadas Spa & Nature Park possiede inoltre 3 “tree-houses”, case integrate negli alberi del parco, da cui potrete guardare le stelle prima di addormentarvi.

Nella zona di Pedras Salgadas potrete anche scoprire l’equitazione terapeutica presso il Centro Ippico di Pedras Salgadas. L’attività equestre qui è antica e questo spazio che ha capacità per ospitare 32 box e uno dei migliori suoli d’Europa è stato scelto per strutturare un progetto di Ippoterapia.

E dopo l’acqua, perché non scoprire cosa c’è sottoterra? Potrete farlo nel borgo di Tresminas. Potrete rimanere sorpresi nel sapere che qui c’era una delle miniere che fornivano l’oro usato per coniare la moneta in epoca romana. Oltre all’oro, erano estratti altri minerali come argento e piombo. L’eredità di questa miniera è un complesso sistema di gallerie sotterranee che si possono visitare.

Al centro del paesino di Tresminas potete visitare il Centro Interpretativo di Tresminas, dove potrete vedere esposizioni non solo sul patrimonio romano e minerario della zona, ma anche sul patrimonio naturale, particolarmente ricco di fauna e flora. E dal Centro Interpretativo di Tresminas partono le visite guidate delle gallerie sotterranee.

Il contatto con la natura si manterrà quando visiterete il Parco Florestale di Vila Pouca de Aguiar e la Mata da Carvalhosa, uno spazio verde composto da diverse specie di flora, tra cui diversi alberi alti più di 30 metri. C’è anche un parco per i picnic, una zona di ristoro e percorsi con segnaletica per le escursioni.

Lasciate gli alberi e preparatevi a salire in cima al Castello di Aguiar, nella frazione di Telões. A partire da qui si costituì il territorio di Aguiar e, successivamente, il comune di Vila Pouca de Aguiar. Le origini del castello risalgono ai secoli XI e XII ed esso svolse un ruolo molto importante nell’indipendenza del Contado Portucalense.

Da Vila Pouca de Aguiar, nel cuore di Trás-os-Montes, proseguite per Ribeira de Pena, un comune situato in una zona di transizione tra le regioni di Minho e Trás-os-Montes. Qui il paesaggio è verdeggiante, grazie ai diversi fiumi che attraversano la regione, perciò un tuffo in acque cristalline è assicurato.

A Ribeira de Pena cominciate col visitare la Chiesa del Divino Salvatore. La chiesa fu costruita nel 1793, perciò vi si osservano vari elementi dell’architettura del Barocco. Dopo aver visitato la chiesa, potrete fare un percorso a piedi; si chiama “Cammino dell’Abate”, comincia proprio nel largo della chiesa ed è lungo 6 chilometri.

Lungo un sentiero di selciato lascerete il contesto urbano e vi dirigerete nel paesino di Friúme, non senza prima aver sostato qualche minuto in un belvedere, per contemplare la vista panoramica sulla valle del fiume Tâmega. A Friúme potrete visitare la Casa di Camilo, dove visse per due anni lo scrittore Camilo Castelo Branco, uno dei più importanti scrittori portoghesi del XIX secolo.

Il percorso procede ora parallelo al fiume Tâmega, verso il paesino di Santo Aleixo de Além Tâmega. Per giungervi, dovrete attraversare il Tâmega sul Ponte de Arame, una ingegnosa costruzione sospesa, in legno e acciaio, che è uno degli ex-libris del municipio di Ribeira de Pena. Il “Cammino dell’Abate” termina accanto alla Chiesa Madre di Santo Aleixo de Além Tâmega, borgo in cui potrete osservare alcune case nobiliari, risalenti per la maggior parte ai secoli XVII e XVIII.

Dopo la vista del fiume Tâmega, durante il percorso pedestre, è ora di fare un tuffo. Recatevi nel paese di Cerva e lasciate il Tâmega per imboccare il fiume Poio, dove si trova la cascata di Cai d'Alto e una laguna dall’acqua limpida, che impone un tuffo. Se siete fan degli sport radicali, sappiate che il fiume è molto usato per torrentismo e canottaggio.

Dopo il bagno, scoprite il paesino di Alvite e il ponte di probabile origine romana che attraversa il fiume Poio. Proseguite poi per il paesino di Limões, tradizionalmente legato al lavoro agricolo e del lino. Per questa ragione vi fu istituito il Centro di Interpretazione – Museo del Lino – dove si possono osservare le diverse fasi del lavoro artigianale del lino, dalla semina al capo finale. La cittadina di Limões possiede, inoltre, un nucleo di case in pietra intagliata, in gran parte costruite nei secoli XVII e XVIII, che vale la pena di visitare.

Non lasciate il municipio di Ribeira de Pena senza aver assaggiato il “caldo verde” (una minestra a base di patate e verza), la “broa de milho” (un pane tipico a base di farina di mais), le trote del fiume o il capretto o il vitello arrosto. Ma il piatto più tradizionale di Ribeira de Pena é “os milhos”, un manicaretto preparato con mais triturato che viene poi fatto bollire per varie ore con carne di manzo, gallina o maiale.

Boticas e Montalegre: i segreti delle montagne

Queste sono terre di montagna. L’agricoltura e la pastorizia sono le principali attività economiche per queste genti temprate dall’inverno rigido e dall’estate torrida. Ma non per questo sono meno ospitali ed affabili.

È un territorio dalle solide tradizioni gastronomiche, specialmente per la produzione di allevamento bovino di razza barrosa. Questa razza autoctona è stata, tra l’altro, classificata come denominazione di origine protetta. Così, nei ristoranti di Boticas e Montalegre, vi consigliamo di assaggiare la bistecca barrosa, ovvero un pezzo di carne alla griglia condita semplicemente con il sale.

Oltre alle delizie gastronomiche, i comuni di Boticas e Montalegre hanno un vasto patrimonio culturale e paesaggistico da mostrare.

Se siete amanti dell’arte, andate a Boticas a veder il CEDIEC – Centro Europeo di Documentazione e Interpretazione della Scultura Castreja – la cui funzione è valorizzare le espressioni artistiche proto-storiche del Nordest della Penisola.

Qui potrete osservare macine, monete e armi usate dai primi popoli che abitarono questa zona. Fuori dal museo, nella piazza del municipio, potrete osservare la replica della statua di uno dei guerrieri galiziani, trovati nel castro di Outeiro do Lesenho, un insediamento dell’Età del Ferro considerato il più importante castro lusitano in Portogallo. Si trova a São Salvador de Viveiro e si può visitare autonomamente (dotandosi, prima della visita, di audioguida gratuita distribuita al Municipio di Boticas) o in visite guidate organizzate dal CEDIEC.

Il Parco Archeologico di Vale do Terva (PAVT), situato nelle frazioni di Ardãos e Bobadela e di Sapiãos, è un altro luogo imperdibile per gli appassionati di arte e storia. Questo parco archeologico preserva il patrimonio storico-archeologico ed etnografico della regione ed ha come edificio di base il Centro Interpretativo PAVT a Bobadela. Qui potrete ottenere tutte le informazioni necessarie per visitare il PAVT in autonomia e inoltre visitare l’esposizione permanente composta da reperti archeologici, specie vegetali, fotografie e altro.

Nel comune di Boticas, dalla Preistoria all’età contemporanea il passo è breve, poiché al Centro de Artes Nadir Afonso, uno dei più importanti pittori portoghesi contemporanei, potrete osservare decine di opere dell’artista ed accedere ad una biblioteca specializzata in tematiche relative alla pittura.

Dopo la cultura, è tempo di entrare in contatto con la natura al “Boticas Parque– Natura e Biodiversità”, che si estende nelle località di Beça, Vilar e Codesso. Questo spazio di circa 60 ettari serve a proteggere la fauna e la flora autoctone, che qui si possono osservare in percorsi di trekking provvisti di segnaletica. C’è anche una casa delle farfalle (Borboletário) dove vivono diverse specie di farfalle.

Dopo il relax a contatto con la natura, tornate alla storia visitando la cittadina di Montalegre. Recatevi al castello, costruito nel XIII secolo sui resti di una fortificazione più antica. Da qui si gode di un’ampia vista panoramica sulla regione, compresa la vista privilegiata sulla serra di Larouco.

Proseguite verso l’Ecomuseo di Barroso – Espaço Padre Fontes, che è la sede dell’ecomuseo (esistono altri poli visitabili nell’intero territorio municipale). Qui potrete conoscere le tradizioni e il patrimonio della regione e visitare l’orto pedagogico che è il diletto dei bambini. Nel negozio dell’ecomuseo, è in vendita artigianato locale: ceramica, mantelli di burello (un tessuto molto resistente al freddo e alla pioggia), zoccoli e indumenti di lino e lana.

Poi, dirigetevi al parco di Senhor da Piedade, per un picnic con i migliori prodotti della zona: salumi, come salame e prosciutto, accompagnati da pane di segale.

Proseguite verso il villaggio comunitario di Pitões da Júnias, già nel Parco Nazionale di Peneda-Gerês. Qui potrete ammirare la cascata di circa 30 metri e il Monastero di Santa Maria das Júnias. Al monastero si può accedere soltanto a piedi ed oggi ne restano i ruderi, ma vale comunque la pena di scoprire questo edificio appartenuto un tempo all’Ordine Cistercense. Da vedere anche la facciata della chiesa, il dormitorio dei monaci e lo spazio della cucina con la rispettiva cappa.  

Concludete la giornata con un pasto riconfortante: potrete scegliere tra il vitello arrostito o stufato alla barrosa, composto di salumi e carne di vitello e accompagnato da patate, fagioli bolliti e cavolo. Come dessert, un piatto di riso dolce o di crema di latte saranno delle ottime scelte. 

Come arrivare

Ci sono diversi collegamenti diretti per la città di Oporto. Se scegliete una compagnia low cost, ci sono voli da Londra (Stansted e Gatwick), Birmingham, Parigi (Beauvais, Orly, Vatry e Charles de Gaulle), Marsiglia, Dole, Lille, Strasburgo, Tours, St. Etienne, Bordeaux, Lione, Nantes, Madrid, Barcellona El Prat, Valencia, Milano Bergamo, Roma Ciampino, Bruxelles (Charleroi e Zaventem), Eindhoven, Maastricht, Amsterdam, Ginevra, Basel/Mulhouse, Dortmund, Francoforte Hahn, Karlsruhe Baden, Norimberga, Amburgo Lübeck , Monaco Memmingen e Dusseldorf Weeze.

In estate, ci sono compagnie low cost che volano da Liverpool, Dublino, Bologna, Tolosa, Clermont Ferrand, Carcassonne, La Rochelle, Limoges, Rennes, Las Palmas, Palma de Maiorca, Tenerife e Bremen.

Nelle compagnie tradizionali potete volare su Oporto a partire da Londra (Gatwick e Heathrow), Madrid, Barcellona, Monaco, Francoforte, e Parigi Orly, Caracas, Ginevra, Lussemburgo, Amsterdam, Milano Malpensa, Luanda, Zurigo, New York, San Paolo, Rio de Janeiro, Bruxelles Zaventem, Roma Fiumicino, Toronto, e Luanda. In estate, ci sono voli anche da Montreal, Menorca, Brest e Brive.

La regione dell’Alto Tâmega è facilmente raggiungibile da Oporto. L’automobile sarà il mezzo di trasporto più comodo per scoprire la regione dell’Alto Tâmega: a partire dalla A4 e poi prendendo la A7 o la A24 potrete raggiungere la città di Chaves in circa un’ora e mezza.

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